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Come funziona il Tfr dipendenti pubblici e privati e calcolo

Il Tfr è la prestazione economica che riguarda il lavoratore subordinato quando termina il rapporto di lavoro in qualsiasi caso. 

Esso corrisponde ad un salario posticipato calcolato per quote annuali e la quota di TFR accantonata, ad eccezione di quella maturata nell’anno in corso, deve essere aumentata al 31 dicembre di ogni anno, con un tasso  dall’1,5 % in misura fissa e dal 75 % dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo accertato dall’Istat. 

Il Tfr, Trattamento di Fine Rapporto, riguarda i lavoratori dipendenti che hanno concluso il rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni o raggiungimento dell’età della pensione. 

Il trattamento può essere anche riscattato quando si è disoccupati dai 12 ai 48 mesi per il valore del 50% maturato, in caso di disoccupazione superiore a 48 mesi per intero.

Quando il rapporto di lavoro finisce si può decidere se ricevere il Tfr come rendita vitalizia oppure la metà del suo valore in contanti e la parte restante in rendita.

tfr
Il Tfr è la prestazione economica che riguarda il lavoratore subordinato quando termina il rapporto di lavoro in qualsiasi caso.

Tfr dipendenti pubblici

Il Tfr per dipendenti pubblici è l’importo corrisposto al lavoratore al momento in cui finisce il rapporto di lavoro. 

Esso è l’accantonamento, per ogni anno di servizio o frazione di anno, di una quota del 6,91% della retribuzione annua e dalle rispettive rivalutazioni. 

Il valore della quota del Tfr annuale è all’incirca pari ad una mensilità lorda percepita.

In caso di frazione di anno, la quota è ridotta in maniera proporzionale e si calcola come mese intero la frazione di mese uguale o superiore a 15 giorni.

Dal 2014 la retribuzione annua lorda stimata come base del calcolo non può superare il limite di 240mila euro.

Tfr dipendenti pubblici a chi è rivolto

Hanno diritto al TFR i dipendenti pubblici assunti con:

  • contratto a tempo indeterminato dopo il 31 dicembre 2000;
  • contratto a tempo determinato in corso o successivo al 30 maggio 2000 e della durata minima di 15 giorni continuativi nel mese;
  • contratto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000 e che aderisce a un fondo di previdenza complementare.

Si parla di Tfs, Trattamento di fine servizio, se il rapporto di lavoro a tempo determinato inizia da una data precedente al 2 giugno 1999 fino al 30 maggio 2000. In questo caso, l’importo del trattamento di fine servizio maturato fino a quel momento costituisce il montante a cui si sommano le quote di TFR maturate nel periodo compreso tra il 31 maggio 2000 e la fine del rapporto di lavoro.

Tfr dipendenti pubblici come funziona

Ai dipendenti pubblici che hanno concluso il servizio e hanno maturato i requisiti pensionistici a partire dal 1° gennaio 2014, il pagamento del TFR è corrisposto:

  • in unica soluzione, se l’importo complessivo lordo è pari o inferiore a 50.000 euro;
  • in due rate annuali, se la somma complessiva lorda è superiore a 50.000 euro e inferiore a 100.000 euro;
  • in tre rate annuali, se il totale è superiore a 100.000 euro.

Il Tfr prevede una prescrizione di 5 anni che parte dal momento in cui il diritto è sorto e per ottenerlo non bisogna fare alcuna domanda in quanto è corrisposto d’ufficio.

Tfr quando viene pagato

I tempi di pagamento del tfr dipendenti pubblici sono di :

  • 105 giorni, in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso; 
  • 12 mesi dalla fine del rapporto di lavoro, nel caso in cui questa sia avvenuta per raggiungimento del limite di età, a causa del termine del contratto a tempo determinato, per risoluzione unilaterale del datore di lavoro a seguito del raggiungimento dei requisiti della pensione anticipata;
  • 24 mesi dal termine del rapporto di lavoro in tutti gli altri casi. 

Il pagamento viene erogato tramite accredito si conto corrente bancario o postale o altra modalità di pagamento elettronico.

tfr dipendenti pubblici
Il Tfr, Trattamento di Fine Rapporto, riguarda i lavoratori dipendenti che hanno concluso il rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni o raggiungimento dell’età della pensione.

Tfr dipendenti privati

Dal 1° gennaio 2007 i datori di lavoro privati con più di 50 dipendenti devono pagare al Fondo di Tesoreria le quote maturate da ciascun lavoratore e non affidate a forme pensionistiche complementari.

L’obbligo è previsto anche alle aziende non obbligate che hanno acquisito lavoratori da aziende obbligate.

Il Tfr per i dipendenti privati è dedicato ai dipendenti che hanno terminato il rapporto di lavoro in aziende private e che hanno scelto di affidare, in tutto o in parte, il proprio TFR presso il datore di lavoro.

Tfr dipendenti privati come funziona

La liquidazione del Tfr è rimesso integralmente al datore di lavoro anche per la quota parte di competenza del Fondo.

Solo il datore di lavoro può presentare la domanda di intervento al Fondo di Tesoreria per il pagamento diretto al lavoratore del TFR di competenza.

Il Fondo eroga il TFR direttamente al lavoratore entro 30 giorni dalla richiesta.

C’è un diverso trattamento fiscale, in base alla scelta di destinazione del TFR, che privilegia il versamento ad un Fondo Pensione:

  • la tassazione minima sarà del 23% per il Tfr in azienda;
  • la tassazione varia da un massimo del 15% a un minimo del 9% per il Tfr nel Fondo Pensione. 

Il dipendente può richiedere l’anticipo del Tfr una sola volta nel corso del rapporto e non deve essere superiore al 70%, del Tfr maturato alla data della richiesta.

Infatti, l’anticipo del TFR 2024 permette ai lavoratori dipendenti pubblici privati con almeno 8 anni di anzianità di rivendicare parte della liquidazione o Trattamento di Fine Rapporto con una tassazione agevolata.

L’anticipo del Tfr può essere richiesto per:

  • l’acquisto della prima casa;
  • la costruzione dell’abitazione principale;
  • spese sanitarie;
  • la ristrutturazione della casa;
  • spese fatte durante il congedo parentale;
  • spese per i congedi per la formazione. 
tfr dipendenti privati
Il pagamento viene erogato tramite accredito si conto corrente bancario o postale o altra modalità di pagamento elettronico.

In caso di morte del lavoratore, il TFR maturato va ai superstiti e ne hanno diritto il coniuge, i figli, anche i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo se nel nucleo familiare del lavoratore.

In mancanza di tali persone, l’indennità è attribuita secondo le regole della successione testamentaria o legittima.

La ripartizione dell’indennità, senza accordo tra gli aventi diritto, deve avvenire secondo il bisogno di ciascuno.

E’ nullo ogni patto precedente alla morte del prestatore di lavoro riguardo l’attribuzione e al ripartizione dell’indennità.

Tfr previdenza complementare

Entro 6 mesi dall’assunzione, il lavoratore del settore privato deve decidere cosa fare del proprio TFR. Può destinarlo in via definitiva a una forma pensionistica complementare oppure lasciandolo in l’azienda.

Infatti, le tipologie di previdenza complementare possono essere integrate dai dipendenti privati con pagamenti contributivi anche attraverso il conferimento al Fondo del trattamento di fine rapporto.

Quindi, il Tfr può essere:

  • destinato ad una forma pensionistica complementare;
  • lasciato presso il datore di lavoro;
  • non decidere nulla. In questo caso il datore di lavoro trasferisce il Tfr maturando alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, a meno di accordi aziendali diversi;
  • decidere di destinarlo in futuro alla previdenza complementare. Il TFR maturato resta accantonato presso il datore di lavoro e sarà liquidato al momento della risoluzione del rapporto di lavoro.

Affidati agli esperti di Caf e Patronato per il servizio di calcolo TFR online per dipendenti pubblici e privati e la consulenza sulla sua destinazione più conveniente o quando richiederne l’anticipo.

Per saperne di più:

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